Questo sito raccoglie una parte delle informazioni sulla famiglia Ferrari del Bene di Verona in possesso degli ultimi discendenti diretti Mario e Andrea, che vorrebbero così lasciare una traccia della storia di questa illustre casata ai loro giovani figli: Dario, Irene e Valentina.
I del Bene di Firenze vennero da Fiesole, e anticamente si dissero Benucci. Ottennero per venti volte il priorato. Jacopo di Francesco del Bene fu gonfaloniere di giustizia e podestà di Prato. Ebbero anche due senatori al tempo dei Medici. Arma: d’azzurro a 2 gigli d’argento posti in croce di S. Andrea. I del Bene di Verona sono un ramo della famiglia fiorentina decorato del titolo comitale dall’Imperatore Carlo V.
La Villa del Bene a Volargne, di proprietà della famiglia sino al 1960, appartiene alla prestigiosa serie delle Ville Venete. Si trova nella parte bassa del paese verso il fiume: un tempo, dal portone d’ingresso, un duplice filare di cipressi portava alla riva dell’Adige dove i Del Bene avevano un mulino ed un approdo privato. Da lì partivano le barche che portavano le derrate alla casa di città della famiglia, il Palazzo del Benesulle Regaste di San Zeno. La parte più antica ed importante dal punto di vista artistico è quella verso il fiume: l’edificio cinquecentesco-rinascimentale con il portico e la loggia ad archi larghissimi affacciato a sud in un piccolo cortile. La raffinatezza dei particolari sia interni che esterni spinge a pensare che la costruzione sia del quattrocento poi rimaneggiata nel cinquecento ad opera del Sanmicheli. Al famoso architetto è attribuito il portale d’ingresso a bozze rustiche, con testone barbuto nella chiave dell’arco, sormontato da tre gradini che formano un triangolo sul cui vertice è posato un disco con la data 1511. All’interno, sulla scala, nella loggia, nel salone e in alcune stanze al primo piano si possono ammirare degli affreschi attribuiti ai Caroto, al Brusasorzi e perfino ad un giovane Paolo Veronese. Gli affreschi della loggia, piuttosto sbiaditi, mostrano alcuni poeti con la corona di alloro. Sulle pareti ci sono scene di storia romana e di paesaggi locali o di fantasia. Nel salone centrale sono dipinte otto sibille e dodici cariatidi che inquadrano scene dell’Apocalisse. Gli affreschi delle altre stanze si ispirano alla Sacra Scrittura.